Ortoterapia

In una società sempre più tecnologica e artificiale pochi pensano che l'uomo del XXI Secolo possa trarre grande benessere psicofisico da un rapporto più stretto con la natura. L'Ortoterapia o Terapia orticolturale è una forma di cura che usa le piante, l'attività di giardinaggio e l'innata affinità che l'uomo sente verso la natura al fine di apportare benefici sia a livello fisico che a livello psicologico. Tale metodo consiste nell'incentivare il soggetto alla cura e alla gestione del verde, alla coltivazione di fiori, ortaggi ed altre piante, trasformando la natura in un mezzo in programmi di terapia e riabilitazione. Lo scopo è fondamentalmente quello di permettere all'individuo di raggiungere il suo massimo livello di indipendenza psicologica, sociale e fisica grazie al rapporto affettivo che si instaura tra la persona che ha problemi psichici e la pianta che cresce.

Prendersi cura di organismi vivi, soprattutto in gruppo, stimola il senso di responsabilità, favorisce la socializzazione tra gli individui e accresce l'autostima. L'ortoterapia attiva anche alcune importanti funzioni a livello fisico: sollecita l'attività motoria, migliora il tono generale dell'organismo e dell'umore, attenua stress e ansia, sviluppa la manualità e il piacere di lavorare all'aria aperta.

L'intera terapia è seguita da specifiche figure professionali che accompagnano i soggetti singolarmente e in gruppo. Un aspetto molto importante è proprio lo sviluppo della capacità di lavorare in gruppo, che permette ad invidui chiusi in se stessi e con problemi di socializzazione di aprirsi verso gli altri. Il lavoro di gruppo rende l'attività particolarmente orientata alla collaborazione e alla condivisione di uno scopo comune.

I benefici dell'Ortoterapia
Tutti e cinque i sensi vengono attivati in un progetto di ortoterapia:

  • il tatto: la manualità è un aspetto fondamentale dell'attività di cura delle piante; l'individuo maneggia le varie superfici, tocca materiali diversi, accarezza piante e fiori, percepisce consistenza, temperatura, umidità di materiali differenti;
  • la vista: l'occhio percepisce la diversità di forme e colori durante le varie stagioni ed attiva le funzioni cerebrali; gli effetti di chiaroscuro, della luce e delle ombre, l'idea di profondità e prospettiva: sono tutti elementi che stimolano la mente e insegnano ad usare correttamente lo spazio;
  • l'udito: sono molti i suoni che si possono percepire in un giardino, dal canto degli uccelli al suono del vento, i versi degli animali e il rumore dato dal calpestare le foglie secche e dall'acqua che scorre;
  • l'olfatto è un senso importante per capire la qualità delle cose (per esempio se un prodotto è buono oppure marcio) e apprezzare gli svariati profumi nelle diverse stagioni;
  • il gusto: attraverso questo senso è possibile imparare a gustare maggiormente le nostre fonti nutrizionali e a percepire ciò che è sano e ciò che non lo è, legandolo in particolar modo alla salute sul piano fisico. Permette inoltre di sviluppare il piacere di assaggiare e di distinguere i sapori.

Grazie all'attivazione di tutti e cinque i sensi, l'attività di orticoltura presenta elementi specifici che la caratterizzano sul piano educativo, permettendole di distinguersi nettamente fra i vari approcci possibili alla disabilità.

Si possono riscontrare miglioramenti nell'individuo in diversi ambiti:

  • nella sfera fisica l'attività permette di sviluppare la propria psicomotricità: la semina, il trapianto, il taglio dell'erba e della siepe favoriscono lo sviluppo di un coordinamento tra le varie parti del corpo e anche un maggiore incremento di forza e resistenza;
  • nella sfera cognitiva l'orticoltura stimola l'orientamento spazio-temporale, la memoria, la concentrazione, le capacità logiche, di calcolo, di previsione e proiezione. Sono molte infatti le attività che si svolgono per sviluppare tali capacità: dall'attribuzione di un nome alle piante alla strutturazione di aiuole e sentieri, dalla progettazione in gruppo al fine di raggiungere uno scopo comune fino alla gestione dell’irrigazione;
  • per quanto riguarda la sfera affettiva, le attività all'aria aperta favoriscono il rilassamento, consentendo una migliore gestione dell’ansia e dello stress. I lavori ultimati sono ben visibili e tangibili e possono evolversi e venire apprezzati nel tempo grazie al fatto che il verde è vivo. Viene seguita infatti tutta la vita della pianta, accentuando il senso di responsabilità di chi se ne deve prendere cura. Le attività con il mondo vegetale consentono ai pazienti di sperimentare un aumento della percezione soggettiva di soddisfazione e di migliorare quindi la qualità della propria vita. L'orticoltura aiuta anche a migliorare l'autonomia per quanto riguarda la gestione dell'abbigliamento e dell'igiene personale. Viene offerta un'attività gratificante attraverso lavori creativi e piacevoli senza dimenticare che veder crescere una piantina seminata da noi ci fa sentire capaci di fare qualcosa e questo aiuta l'autostima;
  • nella sfera emotiva e relazionale bisogna sottolineare come le possibili scariche di tensione ed eventuali atti incongrui, aggressivi o violenti attuati dal soggetto non trovano reazione da parte del mondo vegetale. Il soggetto ha così la possibilità di sentirsi maggiormente accettato e di riconoscere, gestire ed esprimere meglio le proprie emozioni e successivamente di modulare l'aggressività. L'orticoltura non pone richieste stressanti: le attività si svolgono con tempi soggettivamente accettabili e gli sforzi effettuati vengono sempre contraccambiati dalla vitalità degli elementi vegetali. Il contatto con la natura riduce lo stress, i comportamenti aggressivi, l'affaticamento mentale, aiuta a combattere la depressione e l'ansia, stimola l'accudimento e il senso di responsabilità, la pazienza, il rispetto delle regole, invoglia all'esplorazione dello spazio circostante, aiuta l'autocritica, mentre il lavoro di gruppo porta al rispetto delle esigenze altrui. La competenza lavorativa che si acquisisce migliora il concetto di sé e facilita la socializzazione stimolando il senso di responsabilità e l'iniziativa;
  • ci sono anche alcuni risvolti in una possibile sfera professionale. Dove il tipo di disagio della persona che partecipa ad un'attività di ortoterapia lo consente è possibile progettare un percorso riabilitativo che permetta l'acquisizione di competenze specifiche per un possibile inserimento nel circuito lavorativo.

Chi sono le figure professionali coinvolte nei programmi di Ortoterapia?
Figura di riferimento è l'Operatore specializzato in attività del verde che si coordina con un'equipe comprendente psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili, fisiatri, assistenti sociali. L'Operatore si occupa della predisposizione di spazi e strutture, aiuole, orti e giardini in cui realizzare i percorsi e partecipa successivamente alle varie fasi di monitoraggio e di verifica del training progettato.