Pet Therapy

Con il termine pet therapy viene indicata una terapia che si basa sull'assistenza degli animali domestici in campo medico e psicologico.

Gli studi condotti negli scorsi decenni e le sempre più numerose esperienze che oggi ne comprovano i risultati, dimostrano che il contatto con l'animale può aiutare a sviluppare abilità e a sopperire a carenze a livello comportamentale e relazionale nei soggetti coinvolti.

Persone con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, bambini affetti da autismo o alcune forme di disabilità e di ritardo mentale, pazienti psichiatrici, anziani: tutti possono trarre giovamento dal contatto con gli animali.

Indipendemente dal problema che affligge il soggetto, si è riscontrato un miglioramento nell'attenzione e, in soggetti che compiono movimenti improvvisi o violenti che non riescono a controllare, un incremento nella capacità del controllo del proprio corpo. I soggetti manifestano un aumento dell'attenzione verso il mondo esterno, un maggiore ottimismo verso il futuro e maggiore interesse per le relazioni umane.

Anche ipertesi e cardiopatici possono trarre numerosi vantaggi: è stato dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la percezione e la conoscenza della propria dimensione corporale, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

Gli animali sono capaci, per il loro istinto e la loro natura, di superare le barriere emotive che gli individui sofferenti hanno posto tra se stessi ed il mondo. Le barriere difensive esistenti fra gli essere umani, soprattutto in ambito emotivo, crollano con gli animali, che hanno un modo più immediato di manifestare le emozioni. Un esempio immediato è il caso dei pazienti autistici, che manifestano serie difficoltà a relazionarsi: grazie all'animale riescono a parlare e ad esprimere le proprie emozioni in un modo che difficilmente potrebbero fare con le persone.

Gli animali solitamente coinvolti nella pet therapy sono conigli, cani, gatti, pappagalli, tartarughe, ma anche cavalli (ippoterapia), asini (onoterapia) e delfini (delfinoterapia). La loro presenza risveglia l'interesse del soggetto a contatto, catalizza la sua attenzione, permette l'instaurazione di relazioni affettive e stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio che lo affligge.

Questo speciale co-terapeuta può assumere vari ruoli: un compagno di gioco o un "oggetto" di cure e attenzioni da parte di quelle persone che abbiano perso il senso di responsabilità e rispetto verso se stesse.

I programmi
Ci sono tre tipi di programmi assistiti da animali, ciascuno con diverse finalità:

  1. le AAA (Animal-Assisted Activities - Attività Assistite da Animali);
  2. le AAT (Animal-Assisted Therapy - Terapie Assistite da Animali);
  3. la AAE (Animal-Assisted Education - Educazione Assistita da Animali).

Le AAA
Le attività assistite con animali sono interventi di tipo educativo-ricreativo e di supporto psichico-relazionale il cui scopo è migliorare la qualità della vita dei soggetti coinvolti che possono appartenere a diverse categorie: bambini, pazienti psichiatrici, anziani, persone non-vedenti.

Non si tratta di un'attività di tipo terapeutico e non ci sono obiettivi specifici. Vengono svolti da professionisti e volontari in ambienti di vario tipo.

Esempi di Attività Assistite da Animali riguardano i bambini ricoverati in ospedale oppure anziani ospiti di case di riposo. La presenza degli animali consente a queste categorie di soggetti di socializzare, farli rilassare, permettendo loro di alleviare sentimenti di disagio e di migliorare i contatti con il personale sanitario e i terapisti. Sia nel caso di bambini ricoverati che di anziani in case di riposo, si è osservato un generale aumento del buon umore e della serenità, una maggiore socievolezza e in generale un miglioramento della qualità della loro vita in situazioni in cui possono facilmente soffrire di disturbi del comportamento, del sonno o anche di solitudine e di rifiuto di rapporti interpersonali.

Le AAT
Le Terapie Assistite da Animali sono interventi mirati a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive. La AAT non intende sostituire le terapie classiche, ma affiancarle e supportarle, allo scopo di migliorare la salute del paziente che si trova in particolari condizioni di disagio.

A differenza delle AAA, le AAT hanno un obiettivo specifico e il programma è personalizzato per ciascun tipo di paziente.

Le AAT sono terape dolci che accompagnano le terapie mediche tradizionali attraverso un preciso programma terapeutico. Sono dirette ad un'ampia gamma di pazienti: soggetti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria, come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma.

La scelta degli animali è molto oculata: in base ad ogni necessità vengono scelti gli animali adatto a sostenere tale compito. Gli scopi sono i più disparati: stimolare l’attenzione, stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, favorire il rilassamento e controllare ansia ed eccitazione, esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale, la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti.

Le AAE
L'Educazione Assistita da Animali si concentra in modo esclusivo sul miglioramento delle capacità cognitive, cioè su tutti quei processi intellettivi che richiedono l'acquisizione e l'uso di conoscenza: le facoltà linguistiche, la capacità di rappresentazione, il ragionamento, l'abilità nella risoluzione di un problema, le capacità mnemoniche e l'utilizzo della comunicazione non verbale.

Anche le EAA, come le AAT, sono finalizzate al miglioramento dello stato di salute della persona e si propongono obiettivi specifici, documentati e valutati a mano a mano che si procede nel programma. Può essere svolta in differenti luoghi e può aiutare persone di tutte le età.

Chi è coinvolto nei programmi di Pet Therapy
La Pet Therapy non è un rimedio universale, utile a risolvere tutte le malattie. Non si deve pensare che affiancare un animale ad una persona sofferente sia sufficiente a determinarne la guarigione.

La Pet Therapy applicata correttamente non coinvolge soltanto un uomo e un animale, ma tutta una serie di personale specializzato. Si tratta di un'attività complessa che richiede la collaborazione di varie professionalità, ognuna con un suo specifico ruolo che comprende sia tecnici competenti del comportamento umano che quelli competenti del comportamento animale.

Le figure professionali coinvolte hanno formazione ed esperienze diverse, ma tutte ugualmente indispensabili alla buona riuscita dei programmi terapeutici. Ogni professionista ha un ruolo ben preciso, non sovrapponibile né sostituibile con quello degli altri. La Pet Therapy è essenzialmente un lavoro di squadra, in cui ognuno deve però svolgere la propria specifica funzione nel quadro della sua preparazione professionale.

Il team è generalmente composto da almeno un medico, uno psicologo, un etologo, un veterinario e il conduttore dell'animale. A seconda della patologia del paziente e del programma terapeutico stabilito possono intervenire anche fisioterapisti, psicoterapeuti, insegnanti, infermieri e assistenti sociali.

Il procedere dei programmi di Pet Therapy è di volta in volta documentato e valutato da tutto il team. Il programma può avere durate diverse, a seconda della tipologie di paziente e degli obiettivi da raggiungere. Possono avere una durata limitata, in genere di alcuni mesi, se si tratta per esempio di bambini, ma anche continuare nel tempo, nel caso di pazienti anziani affetti da malattie croniche o che vivono in solitudine.